Dopo il terremoto del 1968, l'Istituto Superiore per l'Edilizia Sociale invia da Roma il piano di ricostruzione totale di Gibellina Nuova, ispirato alle New Town inglesi. Dopo una fase durante la quale il sindaco Corrao invita architetti e artisti internazionali a partecipare alla progettazione della città, alla fine degli anni '70 dei docenti dell'Università di Palermo organizzano convegni e laboratori, per riflettere sulla ricostruzione. Così, Oswald Mathias Ungers viene chiamato a disegnare l'area centrale dell'insediamento, ancora indefinita. Il suo progetto di Centro Civico riflette sul rapporto tra costruito e spazio pubblico, tra città, monumento e storia. Ma poco viene realizzato, e in maniera non sempre fedele. L'albergo, iniziato ai margini della città, viene abbandonato. La zona artigianale viene adattata alle necessità delle attività locali. Le case lungo Viale Belice vengono realizzate, ma la passerella a cui sono addossate si interrompe contro un muro. Del blocco di abitazioni che doveva racchiudere un giardino non rimane che un enorme prato secco e un piccolo lago, ironicamente l'elemento più fedele al progetto originale. Testi: Pier Vittorio Aureli, Winston Hampel.
EAN
9791281790353
Data pubblicazione
2025 01 01
Lingua
eng
Pagine
80
Tipologia
Libro rilegato
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Ungers, dopotutto. Frammenti di un progetto per Gibellina—