Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Lo stile di Zucchi è asciutto ma ricco di sorprese: scorre con dialoghi quotidiani, brusche interruzioni, pause di silenzio tagliente. L'ironia — mai cinica — nasce dalla delicatezza con cui i protagonisti vengono dipinti, dalle frasi sospese, dagli sguardi sfuggenti alle pause disarmanti. In definitiva, questa raccolta d'inverno non scalda con l'epica, bensì con l'umana fragilità, raccontata attraverso figure di metà-tra realtà e sogno, capaci di lasciare il segno proprio nella loro semplicità.
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