Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Raramente capita di incontrare una poesia così compatta, così significativamente attenta al reale, liricamente realistica se vo-gliamo utilizzare uno slogan che è quasi un ossimoro, dolorosa e libera, dove l’io, privo del cinismo e della assuefazione, si con-fronta con la storia alla ricerca di una verità che fatica a emergere dalle falsità e dagli intrighi in un mondo di morti vivi e di vivi morti. L’interrogazione: Dio/ dove siamo arrivati?, che allo stesso momento può essere una esclamazione, esprime tutto lo sgo-mento del poeta di fronte agli accadimenti, sempre più incomprensibili e inumani. (dalla prefazione di Alessandro Cabianca).
Raramente capita di incontrare una poesia così compatta, così significativamente attenta al reale, liricamente realistica se vo-gliamo utilizzare uno slogan che è quasi un ossimoro, dolorosa e libera, dove l’io, privo del cinismo e della assuefazione, si con-fronta con la storia alla ricerca di una verità che fatica a emergere dalle falsità e dagli intrighi in un mondo di morti vivi e di vivi morti. L’interrogazione: Dio/ dove siamo arrivati?, che allo stesso momento può essere una esclamazione, esprime tutto lo sgo-mento del poeta di fronte agli accadimenti, sempre più incomprensibili e inumani. (dalla prefazione di Alessandro Cabianca).
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.