Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Un non-fotografo scatta alcune istantanee nella sua città di provincia meridionale, in un percorso familiare ma non turistico. Un non-poeta scrive una quartina per ogni foto, provando ad ascoltare l’audio che arriva dalla tv e dalla rete, tra fine della pandemia e inizio del conflitto in Ucraina. Ne esce fuori, se non una nuova versione di L’abicì della guerra di Bertolt Brecht, una sua variante ancora in fieri, in cui anche il numero delle opere risulta surdeterminato dall’inconscio.
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