«Il Reddito di cittadinanza introdotto dal M5S, con tutti i suoi limiti, ha rivelato l'esigenza di strumenti universali di protezione dalla povertà ed andrebbe esteso in modo incondizionato. Secondo il governo Meloni si tratta però di un «reddito da divano» da abolire quantomeno per gli «occupabili». L'obiettivo centrale di questa retorica è mobilitare una parte della classe lavoratrice contro chi sta più in basso. Un'operazione pienamente ideologica, che sposta l'asse del conflitto: non più tra classe lavoratrice e borghesia, ma tra un'enorme e indistinta «classe media» e poche persone problematiche, immorali e irresponsabili. Oggi, però, essere occupabili e persino occupati non porta necessariamente lontano dall'essere poveri: l'Italia è l'unico paese europeo in cui i salari medi negli ultimi trent'anni sono diminuiti e attaccare il Reddito di cittadinanza significa in realtà rendere ancora più ricattabili tutti i lavoratori e le lavoratrici. Con diversi punti di vista e il contributo di studiosi e studiose di varie discipline questo numero analizza la genealogia dell'idea di povertà come colpa per porre sul tavolo un punto di vista completamente ribaltato.»
EAN
9791255600008
Data pubblicazione
2023 06 23
Lingua
ita
Pagine
140
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
260
Larghezza (mm)
195
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
386
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