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Può un bandito di strada essere una degna persona? La risposta è sì. Ce la fornisce la leggenda, da me rimaneggiata e integrata, già trattata dal Boccaccio, di Ghino di Tacco, l'ultimo componente della famigerata Banda dei Quattro. Nobile di nascita, poi caduto in disgrazia, si macchia perfino di un omicidio, ma rimane pur sempre nobile d'animo. Il bandito della Val D'Orcia, in questo racconto, non soltanto agisce come il sopravvissuto della Banda, ma mostra il suo lato umano, la sua arguzia e le sue molteplici abilità, ed è perfino preda di un colpo di fulmine per una damigella in pericolo.
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