Dopo la capitolazione della Repubblica romana il governo provvisorio napoletano istituì, nel novembre del 1799, il tribunale speciale della Giunta di Stato, per punire come nemico dell'ordine pubblico chiunque fosse stato coinvolto nell'esperienza giacobina. Qual è la percentuale delle inquisite rispetto al totale degli indagati? Quale quella delle condannate? Come avevano reagito cioè le donne dello Stato pontificio alla rivendicazione di diritti affermati dalla Repubblica come universali ma nella pratica declinati sostanzialmente al maschile? Qual era stato il rapporto tra la consapevolezza femminile di diritti personali, civili e politici e la capacità della società, repubblicana e post-repubblicana, di riconoscerli? E ancora, in che misura le carte dei processi restituiscono la mentalità di chi era impegnato a ripristinare l'ordine e a definire l'identità di un soggetto potenzialmente e/o realmente sovversivo, più che l'effettiva adesione femminile agli ideali repubblicani? È possibile rintracciare delle costanti nelle strategie difensive adottate dalle inquisite?
EAN
9788896244494
Data pubblicazione
2014 09 01
Lingua
ita
Pagine
182
Tipologia
Libro rilegato
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Esserci e desiderare. Donne romane nei processi della Giunta di Stato (1799-1800)—