Confermato che l’Occidente è post-cristiano e che Dio “ha traslocato” nel sud del mondo, c’è la necessità di prendere consapevolezza di una “nuova geografia del cristianesimo”. In tal senso, la fede cristiana è chiamata ad essere globale credendo nella formazione di “chiese fonti” e non di “chiese calco”, sfidando l’ecumenismo a ripensarsi in chiave sempre più interculturale. L’interculturalità non è quindi solo una necessità, bensì un kairos, cioè l’occasione per interrogare la fede cristiana in un modo nuovo e inedito. Questa realtà ci porta a superare la cartografia coloniale per andare verso una nuova geografia della ragione teologica. Allo scopo serve un ecumenismo interculturale, che chiede di superare gli epistemicidi culturali e religiosi perpetrati dal pensiero coloniale di ieri e di oggi. Alla scuola delle comunità del sud del mondo l’ecumenismo impara che nessuna cultura ha il monopolio del vangelo e che nessuna religione ha il monopolio della verità: se una cosa è valida, un’altra le può stare a fianco. Il volume raccoglie i contributi offerti dai diversi relatori intervenuti all’interno di percorsi formativi proposti dall’Istituto di Studi Ecumenici di Venezia.
EAN
9788896069721
Data pubblicazione
2025 01 20
Lingua
ita
Pagine
150
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
7
Peso (gr)
300
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