«Il lavoro raccontato in questo volume e gli studi che lo accompagnano, frutto del lavoro di colleghi che sono anche amici, ci accostano a un manufatto arduo. Per tipologia; per la storia, che ce lo ha consegnato in un assetto diminuito, plausibile, ma non sicuro, né nella sequenza iconografica né nella struttura; per essere l'unica opera nota del suo autore; per appartenere ad un complesso di ricostruzione tutt'altro che pacifica. Insomma, una salita con pochi appigli, e incerti. Il testo propone un avvicinamento progressivo, che dalla lettura attenta dell'oggetto - una lunga e a prima vista monotona sequenza di immagini a mezzo busto - ad alla definizione dell'ambiente culturale del suo autore, delle sue intenzioni espressive, passa alla rassegna di ipotesi su quello che poteva essere, tra XIII e XIV secolo, l'arredo dell'area presbiteriale nel Battistero fiorentino per poi tornare al fregio, analizzando tecniche esecutive e materiali costitutivi. Da tutti questi dati derivano le scelte di un restauro improntato alla cautela». Presentazioni di Emanuela Daffra e Paola D'Agostino.
EAN
9788892801790
Data pubblicazione
2024 02 06
Lingua
ita
Pagine
120
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
280
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
596
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Il restauro del fregio di Andrea Pucci Sardi da Empoli. La rilettura di una orificeria trecentesca per il Battistero di Firenze—