Questo libro nasce da un’idea tanto semplice quanto efficace: chiedere a un gran numero di persone legate a vario titolo al mondo del pallone nel periodo fra gli anni Sessanta e l’inizio del millennio di definire in uno spazio breve (da qualche riga a qualche pagina) che cosa abbia significato il calcio per loro. Il risultato è un’intrigante polifonia in cui, grazie all’ordine alfabetico in cui compaiono i protagonisti, può capitare che Beppe Signori confessi i suoi rimpianti per la finale mancata di Usa ’94 subito dopo che Marco Serra abbia ripercorso le imprese della sua Casertana, oppure che Stefano Bonvissuto rievochi il proprio idolo d’infanzia (Paulo Roberto Falcao, e chi se non lui?) poco prima che Cesare Castellotti ci riporti ai tempi eroici di 90° minuto. E così via: calciatori, allenatori, giornalisti, scrittori e appassionati più o meno famosi del calcio che fu ci tengono compagnia con le loro storie e le loro suggestioni, illustrando in un quadro poliforme ciò che ha significato (per loro e per noi) questo sport in quegli anni meravigliosi, quando una palla di cuoio a pentagoni bianchi e neri rotolava su quel grande prato verde.
EAN
9788892783461
Data pubblicazione
2024 04 05
Lingua
ita
Pagine
416
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
49
Peso (gr)
498
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Quel grande prato verde. Viaggio sentimentale in un calcio perduto—