Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Il carattere dello zio Gustavo era stato forgiato dalla vita in convento durante l’adolescenza. La regola dei cappuccini – che dapprima sentì come severa imposizione, ma che poi accetterà fino a incarnarla – obbligava a vivere quasi di niente. E di poco più di niente lui vivrà, smesso l’abito prima di prendere i voti, fin quasi a cent’anni. Riuscirà così ad accumulare un cospicuo patrimonio, nonostante il modesto stipendio di professore e nonostante il suo conto in banca sia stato alleggerito nel corso degli anni da più di un truffatore.
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