Questo pamphlet, non vuole più attribuire alla sigla pop, la parola popolare, ma quella di poppizzato, per esprimere la deriva, in termini deteriori, che il pop ha assunto nel suo fare e che va sempre più globalizzandosi influenzando mode e costumi. “vuole soprattutto esternare uno stato emotivo di sofferenza, senza ulteriormente argomentare su riflessioni già ben definite dalla scuola di francoforte e non solo. E tralasciando cosa ha preceduto il “pop-pismo”, così come l’ho definito, con riflessioni già ampiamente di-battute, lascio sospese in un limbo d’attesa quelle che seguiranno, mentre persiste la domanda: “cultura” di massa, come pop, è come a dire popolare? Cultura pop? No! Perché il popolare, anche con il suo folklore, non è il pop nel quale cultura non ce n’è. Perché pop, sigla palindroma, come fosse nella sua ambiguità – e come è – persino l’incontrario di se stessa restando esclusivamente se stessa, rimane oramai soltanto quel poppizzare che poppizza, quel poppizzante, quel poppante poppizzato, quell’autopop-pato, quel poppizzarsi ignaro o in mala fede.” Il pamphlet rivolge il suo sguardo in varie direzioni: il mondo della canzone, della poesia, dell’arte...
EAN
9788866473473
Data pubblicazione
2022 09 20
Lingua
ita
Pagine
90
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
125
Spessore (mm)
10
Come si presenta questo libro
Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per studenti.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.