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“La storia artistica di Renza Sciutto è tutt’uno con la sua storia umana, perché esistenza ed arte sono, per lei, l’inscindibile binomio – il corpo e l’anima – dell’essere. Se ha ragione Dostoevskij nel sostenere che la vita, per rivelare un possibile senso, deve essere amata più della sua logica, il senso rivelato della vita di Renza è certamente l’arte. L’arte assoluta, libera da ogni forma di condizionamento. L’arte come senso del vivere, appunto, ovvero come salvezza per l’io e per il mondo...” (dal testo “L’angelo dell’oltranza. Renza Sciutto e il dono dell’arte” di Giannino Balbis)
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