Esiste una violenza che convenzionalmente non definiamo come tale. È la violenza inflitta da attori potenti. Al pari dei crimini commessi da gruppi che posseggono elevato status sociale e risorse, questa violenza non attira la risposta civilizzatrice delle istituzioni, dal momento che spesso è inflitta dalle istituzioni medesime. Non mobilita l'intervento del sistema della giustizia criminale, in quanto tale sistema è orientato verso i crimini dei deboli. In alcuni casi questa violenza si presenta come il suo opposto, vale a dire come azione che eliminerà la violenza dal mondo, come attività necessaria al compiersi della storia, animata perciò da motivi nobili. Questa raccolta di saggi propone un'immagine poco nobile della violenza collettiva, del terrorismo, della guerra e ne offre una diversa chiave di lettura. Fra i temi affrontati: l'impero contemporaneo tra guerra e criminalità; la guerra nel pensiero (sociologico e filosofico) classico; il linguaggio politico predominante nell'analisi di guerra e violenza politica; gli elementi possibili di una razionalità non violenta; il rapporto tra guerra, diritto e democrazia; il controllo della protesta internazionale; il tema della tortura; il rapporto tra esclusione, violenza e terrorismo.
EAN
9788856812053
Data pubblicazione
2009 10 01
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
310
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