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Le memorie di Alfredo Parente, rimaste a lungo inedite, costituiscono una delle testimonianze più dirette del ruolo avuto da Benedetto Croce e dai liberali italiani nel periodo che va dalla crisi del regime fascista alla transizione democratica. Preoccupato che questo ruolo potesse venire un giorno dimenticato, Parente fissa nelle sue pagine i momenti più significativi del dissenso interno al regime, della nascita di un movimento clandestino dagli ampi confini, di cui Croce era capo riconosciuto, della crisi dell'unità antifascista che si produce con la nascita del Partito d'Azione e della riorganizzazione su scala nazionale del Pli.
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