Con Guido Cortese la stagione del liberalismo italiano ha conosciuto una delle sue fioriture più belle. Bella, di quella bellezza che si accende in una circostanza sola: quando c'è perfetta rispondenza tra l'opera di un uomo e i suoi ideali. E là dove questi ideali muovano dall'afflato di un convincimento religioso (in Cortese la libertà individuale prendeva calore di fede), allora non c'è rotondità diplomatica che tenga. Da qui questi scritti giornalistici che ancora oggi si lasciano ammirare per la gagliardia degli argomenti opposti sia alle insidie della clerocrazia nera sia alle prepotenze del totalitarismo rosso. Nondimeno, sgombrato il campo dalle frenesie totalitarie, Cortese fu sempre fraterno con il grido di giustizia che sollevava il petto degli umili e dei poveri. Nella sua sensibilità di "liberale coerente", infatti, rimaneva bensì vero che la giustizia senza la libertà avrebbe inaugurato la tirannia; ma non era meno vero che senza la giustizia la libertà si sarebbe rattrappita nel privilegio, perdendo con ciò stesso ogni luce di nobiltà. Ed è anche per questo che i suoi articoli non debbono cadere dalla nostra memoria.
EAN
9788849825237
Data pubblicazione
2010 01 31
Lingua
ita
Pagine
382
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
225
Larghezza (mm)
145
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