Cos’hanno in comune Klimt e dei neonati ricoverati in terapia intensiva neonatale? E Kandinskij e un gruppo di donne con deficit cognitivo che partecipano ad attività di musica d’insieme? Ed Escher e la formazione pedagogica dei docenti? Interrogano chi si accosta loro con attenzione e sensibilità. Ecco da dove nasce l’idea di questo libro. Dalla constatazione che tanto l’esperienza estetica, quanto quella relazionale, specialmente in ambito educativo, chiedono a chi osserva di esercitare una sorta di epochè mettendo tra parentesi ciò che in prima istanza appare, per lasciarsi provocare, interrogare, guidare alla scoperta dell’essenziale. L’autrice guarda con la stessa meraviglia l’arte e la fragilità umana, la pittura e la pedagogia, riconoscendovi un comune appello ad oltrepassare la superficialità dell’apparenza, per guardare in profondità tanto i volti quanto i quadri, scoprendo che nell’inesauribilità dei loro messaggi risiede il fascino con cui parlano, di sé e di noi, purché si sia disposti a concedere tempo, a restare in ascolto, ad averne cura.
EAN
9788833597119
Data pubblicazione
2024 08 01
Lingua
ita
Pagine
88
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
5
Peso (gr)
250
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