C'è un profondo senso di inquietudine nella poesia di Jacopo Alvaro, una immersione nelle viscere del proprio corpo e della propria anima, con il fine di scavare sempre più a fondo, sino all'inverosimile. In questo procedimento conoscitivo, si raggiunge persino la convinzione di non essere, di essere nulla, di trovare una condizione di vuoto che attanaglia l'esistenza. Eppure, emerge con altrettanta chiarezza e nella sua interezza anche il lato positivo dell'ossimoro che caratterizza l'uomo e la società, come nei turbini emozionali. Il contrasto che in sé condensa gli opposti, però, permette di cogliere l'infinita piccolezza della quale siamo costituiti nonché il dono della cecità. Sembra assurdo, ma arrivare alla consapevolezza di non vedere e di non vedersi, quindi di non possedere una verità assoluta e facilmente riconoscibile, porta ad avere maggiore contezza della realtà interiore ed esteriore. Ed è la lingua a esprimere, insieme alle immagini, il contrasto. Se da un lato abbiamo un lessico che si può ricondurre a grandi linee lungo una tradizione varia, dall'altro si attesta l'incursione della quotidianità, che assume un valore poetico altrettanto importante. Il corpo, in tutto questo, è veicolo di sensualità, ma è anche ferita, è dolore. Una poesia, quella di Alvaro, che è testimonianza della direzione emozionale verso la quale si accingono le nuove generazioni, ma è in pratica uno sguardo diverso sul mondo. (Giuseppe Manitta)
EAN
9788832744484
Data pubblicazione
2021 07 05
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
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