Questo libro nasce dall'iniziativa congiunta del Consiglio Superiore della Magistratura e del Consiglio Nazionale Forense, con la partecipazione del Senato della Repubblica e dell'Unione delle Comunità Ebraiche. Nel 2018 si compie l'ottantesimo anno dell'emanazione delle leggi antiebraiche, "leggi abominevoli" secondo le parole di Piero Calamandrei. Leggi che costituirono la più grave lacerazione dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico e dello Stato di diritto. Il complesso tema del rapporto tra i giuristi e la normativa antiebraica è al centro del volume, che raccoglie, fuori da ogni retorica, testimonianze, riflessioni storiche, documenti e immagini, nonché prospettive di ricerca. Si approfondisce così il ruolo dei giuristi nella formazione delle leggi antiebraiche, l'approccio estensivo o restrittivo che i magistrati adottarono nell'interpretazione e nell'applicazione delle stesse norme, le zone d'ombra, le adesioni opportunistiche e compromissorie alle posizioni antisemite del regime, così come gli sprazzi di luce gettati da coloro che si contrapposero ai principi discriminatori affermati nei provvedimenti e le conseguenze che la promulgazione della normativa razziale ebbe per gli avvocati e i magistrati ebrei italiani.
EAN
9788824027755
Data pubblicazione
2018 01 01
Lingua
ita
Pagine
228
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
280
Larghezza (mm)
210
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