Quando si parla di "ego", si tende ad attribuire alla parola un valore negativo. Ma una buona dose di autostima non è di per sé un difetto, anzi: dal punto di vista "dell'economia dell'io", è possibile definire l'"ego" come l'invisibile linea che divide il bilancio dei profitti dalle perdite. Quindi, l'ego può rappresentare l'attivo per l'individuo e per l'azienda, consentendo di raggiungere i traguardi desiderati, di scoprire nuovi orizzonti e innovare i prodotti. Il passivo, invece, si può riscontrare sia in chi ha un ego troppo sviluppato sia in chi ne è totalmente privo: due atteggiamenti diametralmente opposti che possono creare veri danni. Questo libro spiega come scoprire i primi segnali di pericolo (l'eccessiva competitività, la difesa delle proprie idee confusa con difesa di se stessi, il desiderio di essere riconosciuti a ogni costo) e insegna i principi per gestire al meglio e "in salute" l'ego. I fattori fondamentali per arrivare a un bilancio "in utile" sono umiltà, curiosità e sincerità. Tre qualità che, se applicate nel quotidiano, permettono di trarre profitto dall'ego rendendolo la migliore risorsa.
EAN
9788820044893
Data pubblicazione
2008 02 26
Lingua
ita
Pagine
278
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
403
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Egonomics. Quando l'autostima è la nostra migliore risorsa—